Nei cantieri della pace

In attesa dello sciopero generale e della marcia Perugia Assisi

I n attesa della marcia Perugia-Assisi, che coagulerà larga parte del movimento contro la guerra, si moltiplicano le iniziative in tutt'Italia. Ecco alcuni tra gli appuntamenti.

OGGI. Netstrike contro la guerra dalle 18 alle 19 contro il sito www.camera.it organizzato da cyber-rights(a)ecn.org. Alle 20.30 nella salla Fogar di corso Verdi a Gorizia dibattito su "La guerra nei Balcani tra escaletion militare e tragedia umanitaria" con don Pierluigi Di Piazza, N. Stanzic, Gianfranco Schiavone, Karlo Cernic: domani presidio simbolico sul ponte di Sagrado. Alle 13 a Venezia in aula N a san Sebastiano "Assemblea sui nazionalisni nei Balcani" con Alberto Masoero, Stuart Woolf, Piero Vereni; organizza il comitato universitario. Alle 21.30 al circolo dell'Aurora di Arezzo in piazza s.Agostino "Prima di tutto la pace" incontro organizzato dal manifesto con Giancarlo Aresta, Sergio Angioletti, Gianni Beretta, Giuseppe Brogi, Giovanni Cardinali, Ennio Gori, Alfio Nicotra, Enrico Fiori. A Roma alle 18 al Villaggio Globale assemblea cittadina contro la guerra. La rete degli studenti autorganizzati (Socrate, Augusto, Piaget, Gullace, Isa, V artistico, III artistico, Kant, Levicivita, Benedetto da norcia, Borromini) propopne per oggi che in ogni scuola compaia un manifesto contro la guerra che inviti alla mobilitazione. Alle 20.30 presso la sala Informagiovani di Conegliano dibattito con Fausto Sorini e Alessandro Sabbiucciu a cura di Rifondazione. Alle 9 nell'aula 15 di lettere a Salerno dibattito con il professor Rattry, alle 15 nell'ex biblioteca "La sindrome del Golfo".


COBAS, CUB, SLAI, SIN, RDB, SDB LE ALTRE MANIFESTAZIONI (13 maggio)

E' lunghissimo l'elenco delle città in cui si e' manifestato, dando visibilità al primo sciopero generale contro la guerra indetto dal sindacalismo di base. Delle manifestazioni a Roma, Milano e Firenze riferiamo in questa pagina. Cortei e presidi - l'elenco è incompleto - a Torino, Varese, Bergamo, Genova, Trieste, Marghera, Bologna, Perugia, Pescara, Napoli, Taranto, Messina. La somma di tutte queste manifestazioni (una quarantina) dà secondo la Cub una partecipazione di 200 mila persone. Sempre secondo la Cub, avrebbe aderito allo sciopero circa un milione di lavoratori. "La riuscita dell'iniziativa di lotta del sindacalismo di base segnala che, passata la prima fase della guerra, sempre più estesi ceti popolari, nonostante il controllo e la manipolazione dell'informazione, si stanno rendendo conto della reale natura della guerra". A Cagliari, dove hanno manifestato in 300, è stato bruciato un tricolore sotto il Consiglio regionale. Denunciati a piede libero per vilipendio alla bandiera quattro militanti anarchici, due studentesse e due disoccupati.


FIRENZE POLIZIA INFURIATA

Una dura carica spontanea

4 feriti negli scontri, una ragazza ricoverata

- ERASMO D'ANGELIS - FIRENZE

I l primo assaggio dell'ingiustificato clima da guerra in città c'è stato mercoledì mattina quando sono stati fermati, trattenuti per mezz'ora e poi rilasciati dopo l'identificazione di rito due delegati sindacali delle Rdb. La colpa? Aver distribuito volantini che invitavano allo sciopero contro le bombe Nato e la sporcizia etnica in Kosovo organizzato ieri mattina con partenza alle 10 dalla Fortezza Basso. La motivazione del fermo da parte degli agenti Polfer della stazione di Santa Maria Novella ha dell'incredibile: "E' vietato fare volantinaggio all'interno della stazione perché è un'area privata ed è necessaria l'autorizzazione".

Dopo il divieto di propaganda di uno sciopero generale contro un conflitto che non ha più giustificazioni, ieri mattina gli agenti di polizia si sono presentati in assetto di guerra e col grilletto facile sui lacrimogeni per scortare il corteo di diverse migliaia di lavoratrori aderenti ai sindacati di base al quale hanno partecipato anche molti iscritti a Cgil, Cisl e Uil soprattutto delle Rsu università.

Un corteo pacifico, con slogan contro il governo D'Alema, la Nato, con le bandiere rosse delle Rdb, quelle degli operai della Galileo, i collettivi politici studenteschi di magistero, scienze politiche e filosofia, gli striscioni di Rifondazione e quello della Confederazione dei comunisti e delle comuniste con la consigliera regionale Orietta Lunghi.

Davanti al palazzo della prefettura in via Cavour i primi momenti di tensione. La retroguardia del corteo, un centinaio di giovani, lancia uova e vernice rossa contro il portone e brucia una bandiera tricolore. Gli agenti si ritirano dentro lo storico palazzo mentre la testa del corteo è guà arrivata all'altezza della stazione. Ma di fronte al consolato statunitense sui Lungarni basta il lancio di monetine e altre uova per scatenare il panico nella zona e una mattinata di tafferugli in città.

Gli agenti si lanciano alla carica mentre alcuni manifestanti tentano di legare uno striscione sui cancelli della sede diplomatica e bruciano una bandiera Usa. La carica dell'ottavo reparto mobile è spontanea, senza nessun ordine del funzionario di servizio. Contemporaneamente il lancio di lacrimogeni sparati ad altezza d'uomo e botte da orbi con inseguimenti e vere e proprie aggressioni. "Ho visto picchiare una ragazza da quattro poliziotti, lei non poteva difendersi perché era scivolata e i poliziotti le davano calci e manganellate", testimonia Marco uno del corteo. Alla fine il bilancio è di 4 feriti tra i manifestanti e tra questi Orietta Lunghi e una ragazza, Valentina, ricoverata nella clinica oculistica per lesioni ad un occhio causate da una manganellata. Quattro gli agenti contusi.

Gli scontri sono stati filmati da un filmaker fiorentino e visionati nel pomeriggio dai giornalisti. Si vedono gli agenti inseguire e pestare Valentina e sparare lacrimogeni ad alzo zero. Nel corso di una conferenza stampa Giovanni, uno dei feriti mostra il suo fianco sinistro con un forte ematoma causato dal rimbalzo di un lacrimogeno. Il funzionario della questura, Sama, si giustifica: "La carica era dovuta, siamo stati costretti, è stata una azione di legittima difesa". La polizia ha identificato trenta persone e il reato contestato è di resistenza, lesioni e danneggiamento (sono stati incendiati cassonetti e una macchina).

Il seguito velenoso della mattinata è stata l'irruzione nella sede dei Ds. Un gruppo di giovani hanno infranto un vetro per aprire il portone d'ingresso e sfondato la porta dell'appartamento dove si trovano gli uffici del partito occupandoli per dieci minuti. Il segretario dei Ds toscani, Fragai, parla di "un crescendo di intolleranza" e richiama "alla vigilanza contro i rischi di una degenerazione pericolosa". Il Prc chiede le dimissioni del prefetto di Firenze.